Più che primaverile la giornata sembrava di autunno avanzato
Cielo completamente coperto, bora non troppo forte e pioggia… le condizioni ideali per andare a mangiare due cappelletti in brodo ed effettivamente alle 11 e mezza già ci stavo pensando!
Invece no, il nuovo comitato di regata ha fatto subito capire che questo giro non si scherza: non una prova ma ben due, passi lunghi e pedalare!!
Bon, ci si infila cerata, stivali e si esce.
Quando vedo i podisti, a Ferrara, correre sotto l’acqua di domenica mattina penso sempre: ma guarda lui lì se non c’ha di meglio da fare… mentre navighiamo lungo il canale mi immagino il tipo seduto dietro la veranda del ristorante, mentre aspetta il suo fritto misto, che pensa: ma guarda loro li’…. ok, sto divagando.
Comunque non devo essere stato l’unico a pensare ai cappelletti, infatti in acqua ci sono 10/11 barche in tutto (non ho ben capito se una partecipava alla regata od era solo un armatore particolarmente masochista), il borino è sui 13/14 nodi e non si può nemmeno dire “potrebbe andare peggio, potrebbe piovere”.
Alle 13 sale l’intelligenza perchè la posa del campo non è ancora completata, noi proviamo un paio di bordi di bolina ed abbiamo il solito problema dello scorso anno, con genoa e tutta randa siamo un po’ sovrainvelati, rollare il genoa non è pensabile ma prendere una mano di randa è ancora troppo presto, decido di tenere su tutto e rischiare.
Ritorniamo verso la linea e vedo su le bandiere di avviso e preparatorio, usti, meno di 4 minuti, più di uno, non male come precisione per il timing.
Battezzo la partenza in barca giuria ed iniziamo un 360 per perdere un po’ di tempo, a metà manovra ovviamente suona il minuto al via, ok, siamo un po’ in ritardo ma non è nemmeno tragica, tagliamo la linea dove volevo con un 15/20 secondi di ritardo, tutti gli altri sono più bassi sulla linea.
Al primo incrocio con il Be First (First 36.7) siamo davanti, nel senso che noi siamo mure a dritta e loro ci devono poggiare dietro, la cosa mi rinfranca in fin dei conti oggi il Graffio (nostro avversario storico) non c’è (forse sono stati più furbi e sono rimasti a letto) ed il Be First diventa automaticamente il nostro più temibile avversario (anche se modenesi in fin dei conti non sono malaccio
).
Continuiamo il bordo mure a dritta per un po’ e poi viriamo per rimanere tra l’avversario e la boa (come da lettera di M.R. agli Apostoli).
Con quest’aria e questa velatura ovviamente soffriamo, Paolo alla randa capisce subito che oggi per lui sarà una giornata faticosa, ma la velocità e l’angolo sono buoni, scarrocciamo solo un po’ troppo.
Arriviamo sulla layline di destra e siamo bene avanti al Be First, viriamo sulla sua prua ed andiamo in boa.
Davanti a noi il Grand Soleil 45 Elvive e di fianco l’Hanse 400 Parigi che è andato un po’ oltre la layline ma adesso può poggiare e sfilarci di poco davanti, siamo terzi con subito dietro il Melges 24 HMS Beagle.
L’issata di gennaker avviene con calma, non ho voluto mandare a prua Federico prima di essere sicuro di prendere la boa e per la prima regata dopo un anno va bene così, la vela azzurra si apre bene e la barca schizza in avanti, noi passiamo quasi subito l’Hanse ma il Melges passa noi, siamo sempre terzi.
L’aria e l’onda non sono sicuramente proibitivi (ho già detto che piove?!?!) ma nemmeno da passeggiata di salute, il Grand Soleil ha infatti i suoi problemi prima in strambata e poi in ammainata quindi alla boa di poppa passa per primo il Melges, noi in seconda posizione e l’Hanse in terza.
Il secondo bordo di bolina è più faticoso perchè l’aria aumenta ancora ed ormai l’apparente è sempre sopra i 20/22 nodi ma non possiamo fare altro che tenere botta tanto i bordi a questa velocità sono piuttosto corti.
Andiamo decisi a destra (il bollettino metteva rotazione a Levante) ed la scelta paga, arriviamo alla seconda boa di bolina in prima posizione seguiti dall’Hanse e dal Melges.
Poggiare sulla boa non è impresa facile, il 34.7 è una barca divertente ma ha una pala del timone non particolarmente larga, anche con tutta randa lasca Franco non riesce a poggiare e ci corichiamo la prima volta, molliamo tutto il vang e la barca finalmente riesce a poggiare, su il gennaker e ci corichiamo per la seconda volta.
Nessun danno ma il Melges ci passa e l’Hanse ci affianca sopravento.
Da qui in avanti inizia il divertimento puro, barca ben poggiata, gennaker bello tondo sopravento ed iniziamo ad infilare una surfata dietro l’altra tra i 9 ed i 10 nodi di velocità con una punta massima di 11,5.
Peccato che a questa velocità il lato di poppa diventa cortissimo, una strambata ed in pochi minuti siamo già alla boa di poppa, giù il gennaker e via lungo lo stacchetto per tagliare il traguardo secondi assoluti (vabbhè, su 10 in tutto
) dietro il Melges.
Non resta altro che aspettare per la partenza della seconda prova, bagnati siam bagnati e ci siamo pure divertiti parecchio, i cappelletti possono aspettare.
Chi però non si è divertito è Carmine, tailer ed addetto al recupero del gennaker dal passauomo di prua, fino a quel momento ha resistito ma quando si volta verso poppa è giallo in viso, dopo poco è verde e prima che si trasformi nell’incredibile Hulk chiediamo al CdR se una barca appoggio può accompagnarlo a terra.
Purtroppo barche appoggio non sono disponibili e quindi la scelta è tra dargli un colpo di manovella alla nuca per non farlo soffrire o riportarlo a terra… ci penso qualche attimo e poi decido per la seconda ipotesi
La procedura di partenza della seconda prova è troppo ravvicinata e non riusciamo quindi ad entrare e riuscire in tempo vabbhè, una bella prova oggi l’abbiamo fatta, non abbiamo spaccato nulla (tranne Carmine) e quindi potevamo solo peggiorare, bene così (ci siamo già giocati lo scarto ma poteva andare peggio… anno’ già pioveva
).
Appuntamento a domenica prossima.
PS: mi sono riletto è sono stato ultra prolisso… giuro che non lo faccio più!!